Non basta generare una buona intenzione, occorre anche proteggerla da cause e condizioni che potrebbero ostacolarla. Allo stesso modo un server collegato a Internet richiede alcune misure di protezione fin dal primo momento.
Alla messa in moto del server, l’unico servizio accessibile dall’esterno era “SSH” (Secure Shell). L’accesso SSH è usato per amministrare il server da remoto, ovvero per eseguire tutte quelle operazioni che permettono di configurarlo e mantenerlo in esercizio. Trattandosi della porta di accesso destinata alla sua gestione è ovviamente un punto molto delicato del server e rappresenta l’opzione più allettante per chi volesse impadronirsene. Si tratta di un servizio che ogni ora, a volte anche ogni minuto, è oggetto di numerosi tentativi di penetrazione (come si può facilmente confermare analizzando i log).
L’analisi dei log costituisce una forma di consapevolezza digitale: permette di avere una percezione diretta della realtà, senza fare affidamento su supposizioni, aspettative o preconcetti.
La protezione del servizio SSH avviene fondamentalmente su due livelli.
A basso livello si interviene sul firewall, dove è stata impostata una regola per imporre un limite al numero di nuove connessioni (al minuto) che è possibile effettuare. Il vantaggio di intervenire sul firewall consiste nella possibilità di bloccare i pacchetti sospetti prima ancora che arrivino al livello applicativo, dove oltre ai problemi di sicurezza potrebbero creare problemi di prestazioni legati all’uso delle risorse necessarie alla loro gestione.
Ad alto livello è possibile realizzare delle contromisure più efficaci intervenendo sulla configurazione del servizio sshd. Agendo sugli opportuni parametri di configurazione è stato disabilitato l’accesso diretto dell’utente root, limitando le connessioni a un unico utente autorizzato, ed è stato disabilitato l’accesso tramite password, consentendo esclusivamente quella mediante chiave crittografica. Infine è stata configurata la chiusura delle connessioni che superano un determinato numero di tentativi di autenticazione falliti ed è stato imposto un limite di tempo entro il quale l’utente deve completare l’autenticazione.
Firewall, configurazione applicativa, monitoraggio e manutenzione concorrono insieme a ridurre il rischio. La retta amministrazione non consiste nel credere che una singola misura sia sufficiente a garantire la sicurezza, ma nel riconoscere che tale sicurezza sorge solo in virtù di svariate cause e condizioni.

