Il nobile sentiero della consapevolezza digitale – Prologo

Così accadde.

Nella caldissima estate del 2026, nelle settimane centrali di agosto per la precisione, presi la decisione di imbarcarmi in un’operazione di self-hosting.

Per chi non lo sapesse, il self-hosting è la pratica di gestire personalmente alcuni servizi digitali che normalmente vengono affidati a grandi piattaforme commerciali. Non tutti sentono questa esigenza, ma alcuni avvertono un certo disagio nel dipendere completamente da strumenti che non controllano. Il self-hosting rappresenta una possibile risposta a tale disagio.

Il self-hoster decide dunque di dotarsi di un proprio server personale. Su di esso installerà sia applicazioni open source alternative a quelle normalmente disponibili sulle piattaforme commerciali, sia il software necessario per accedere al Fediverso, una rete sociale frequentata da persone che hanno iniziato a interrogarsi sulla natura e sui limiti delle piattaforme commerciali, alla ricerca di una maggiore autonomia e consapevolezza digitale.

Per raggiungere tale obiettivo, il nostro tempo ci mette a disposizione una via breve e una via lunga, il sentiero della delega e il sentiero della comprensione, quello degli strumenti e quello della conoscenza.

La via breve prevede che il self-hoster si appoggi ad un’applicazione che lo aiuti nelle varie attività che la gestione di un server richiede (sicurezza, installazione/aggiornamento delle applicazioni, backup, ecc.). Un buon esempio di queste applicazioni è YunoHost.

La via lunga prevede invece un percorso di liberazione più radicale, con la rinuncia a strumenti di amministrazione non strettamente necessari e la presa di rifugio nel sistema Linux e negli strumenti di base che esso mette a disposizione.

Presi la via lunga.